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Sirio, il treno che devasta
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Il progetto di metropolitana veloce di supericie proposto dall'amministrazione di Firenze attraverserà il centro storico partendo dalla stazione ferroviaria di santa Maria Novella, percorrerà via Panzani e poi via Cerretani fino a giungere in Piazza San Giovanni, e dopo aver attraversato in Piazza Duomo curverà in Via de' Martelli, per poi proseguire lungo via cavour fino a Piazza della Libertà.

Lungo il tracciato si trovano dapprima la Basilica di Santa Maria Novella la cui abside contiene affreschi di notevole valore, la chiesa di santa Maria Maggiore, poi il Battistero di San Giovanni, di cui si ha notizia nell'897 la cui porta nord scolpita da Lorenzo Ghiberti si troverà a tre metri di distanza dal treno. Accanto al Battistero rischia anche la colonna di san Zanobi posta di fronte alla porta del ghiberti ed eretta nel 1384, nel luogo in cui sarebbe avvenuto un miracolo legato al culto di San Zanobi, la quale dovrebbe molto probabilmente essere spostata modificando una tradizione molto cara ai fiorentini e risalente al 26 Gennaio 429 quando al passaggio delle reliquie del santo, che venivano traslate dalla vecchia cattedrale di San Lorenzo a quella nuova di Santa Reparata un olmo secco, in pieno inverno, al solo contatto accidentale con il sarcofago, sarebbe miracolosamente rinverdito facendo spuntare delle tenere foglioline. Poi si trova Palazzo Medici Riccardi (col suo cortile monumentale, il Museo, la Cappella di Benozzo Gozzoli, la sede della provincia e la stessa prefettura) costruito da Michelozzo per Cosimo il Vecchio (1444-1464) potrebbe avere la propria stabilità e accessibilità molto compromessa. Infine si giunge alla chiesa di San Marco con il suo convento e gli affreschi del Beato Angelico tra cui la splendida annunciazione. Non contenti di recente sono stati identificati alcuni manufatti romani di fondamentale importanza per capire la vita cittadina in epoca romana e tardo medioevale.

Eccoli.

Si trovano tra il Palazzo Arcivescovile e la zona Nord Ovest del battistero infatti durante la campagna di scavo del 1893-1895 sono affiorati la pavimentazione originale dell’antico cardo maximus , la porta della città denominata contra aquilonem, con i resti di una delle due torri, tratti di mura urbane e di abitazioni, scoperte documentate dal sito web del Comune di Firenze.

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